Quello che non ti hanno mai detto sull’auto elettrica (Valerio Rossi Albertini a TEDx)

Sono diverse le occasioni che ho avuto di confrontarmi con persone che disprezzavano l’avvento e l’introduzione della mobilità elettrica senza in realtà conoscerne molto, sia in termini tecnologici sia in termini di benefici verso l’ambiente e – di conseguenza – verso l’umanità intera.

Spesso, nel difendere le mie tesi, riportavo studi o articoli a comprova di quello che stavo dicendo, ma alla fine – lo so! – io sono considerato di “parte”.

Tutt’altra cosa è quando a esporsi pubblicamente sono scienziati del calibro di Valerio Rossi Albertini, grande studioso della materia che, le prime righe di wikipedia, descrivono così:

“è un fisico italiano, specializzato in metodi di indagine sia teorici, che sperimentali, di materiali e dispositivi avanzati per la produzione e l’accumulo di energia, quali celle a combustibilecelle fotovoltaiche organiche, batterie a ioni di litio.”

Il Professor Rossi Albertini è stato tra gli speaker di TEDx nel 2017, parlando, ma soprattutto mostrando alla platea, con esempi che permettevano di far capire anche ad un bambino di 6 anni, quali sono gli effetti delle nostre azioni quotidiane sul nostro pianeta, ma – anche e soprattutto – che si può e si deve far qualcosa per migliorare la situazione.

Ti consiglio di guardare il video (clicca qui), è un quarto d’ora ben speso, te lo posso assicurare!

Se vuoi continuare a leggere, allora cominciamo dall’inizio:

“Buonasera a tutti sono Valerio Rossi Albertini sono un fisico e quindi vi posso confermare quello che già sapete la temperatura del pianeta sta aumentando il suo riscaldamento globale che prima era stato ipotizzato dagli scienziati è stato confermato al di là di ogni dubbio ragionevole è l’effetto serra.”

(Spero) che ciò non sia messo in discussione!

Il Professor Rossi Albertini – nel video – continua ad esporre praticamente in che cosa consista l’effetto serra con esempi semplici quando esaustivi.

Continuando:

“l’effetto serra è uno degli effetti di uno sviluppo industriale un po’ scriteriato, un po’ dissennato che non è stato fatto seguendo un piano regolatore, ma seguendo – l’abbiamo sentito – un modello di sviluppo che in realtà è stato inventato nell’ottocento inglese: si chiama economia lineare

Ma che cosa è l’economia lineare?

“l’economia lineare è uno schema in cui esiste una testa, un inizio di questo processo che è l’estrazione dal sottosuolo dei prodotti che occorrono per lavorare i materiali e per produrre i beni di consumo. Nell’800 inglese era il carbone, nel 900 invece è il petrolio, ma non è cambiato molto il concetto. E’ lo stesso. Estraiamo dal sottosuolo la materia che ci serve sia per costituire prodotti, sia per fornire l’energia occorrente per la trasformazione delle materie prime”

Ma quale è il risultato di questo tipo di economia o di processo? Purtroppo è la creazione di “rifiuti” che non possono essere considerati “alimenti” per qualcun altro.

Cerco di spiegarmi meglio, cercando altre sì di rimanere fedele a quanto esposto dal Professore.

Un esempio molto semplice: l’uomo e le piante. Queste ultime “espellono” l’ossigeno come rifiuto e l’uomo se ne nutre. In questo modo si attiva una catena o ancora meglio un moto circolare che il Professore menziona come “economia circolare”, ovvero:

“l’economia circolare non soltanto è una possibilità, ma è una necessità e un imperativo categorico ed esistono già delle degli apparecchi degli strumenti come la macchina elettrica che consente di convertire questa teoria in pratica. Eccola la macchina elettrica vedete è una macchina che si muove azionata dalla luce del sole

Possiamo quindi assimilare i concetti appena menzionati alla mobilità, dove l’economia lineare è il veicolo a combustione interna, mentre l’economia circolare è rappresentata dal veicolo elettrico.

Perché?

Semplicemente perché il primo veicolo (a gasolio o benzina che sia) crea dei rifiuti non gestibili in natura come per esempio le polveri sottili, che il nostro organismo non è in grado di filtrare e – di conseguenza – di gestire e/o assimilare.

Le polveri sottili, sempre nel caso di un mezzo a combustione, vengono prodotte sia durante la fase di marcia che durante le frenate, mentre i veicoli elettrici non producono polveri sottili durante la marcia e riesce a produrne la produzione al minimo anche in fase di frenata grazie agli impianti di recupero energetico che si attivano in caso di decelerazione.

Continua il Professore:

“io voglio dimostrarvi che un prodotto, in particolare un dispositivo, una macchina ed in particolare l’auto elettrica ci consente di ripensare al nostro modello di mobilità. Dobbiamo ripensare che significa rinunciare alla comodità di un veicolo? Ovviamente no, nessuno sarebbe disposto più ad andare a piedi o a dorso di mulo, sarebbe impensabile, ma se abbiamo una macchina perché questa macchina deve essere incompatibile con le esigenze ambientali?”

Penso che questo sia uno dei punti toccati dal discorso del Professor Rossi Albertini che preferisco; troppo spesso infatti ho trovato proposte di soluzioni troppo astratte dai nostri usi e consumi e che difficilmente calzano nella realtà quotidiana. Io sono solito definire l’uomo un animale pigro (!) per cui penso sia poco realistico ottenere grandi risultati proponendo nuovi modelli che provochino un cambio di abitudini eccessivo e repentino.

L’auto elettrica va proprio in questa direzione, infatti con un cambio di abitudini relativamente contenuto, permette di mantenere quasi invariata la propria libertà di movimento considerando la percorrenza media dei nostri viaggi.

Riprendendo il discorso:

L’auto elettrica non è un vezzo, l’auto elettrica è l’ultimo anello della catena dell’igiene energetica: la produzione pulita di energia e l’utilizzazione altrettanto pulita. Quindi qual è la conclusione di questo discorso? E’ che noi siamo già senza saperlo nell’era dell’economia circolare questa è una rivoluzione in atto, un vento di cambiamento si sta sollevando. Un proverbio cinese dice che quando c’è vento di cambiamento, sono due le disposizioni di spirito possibili: lo stolto innalza un muro per proteggersi, il saggio inizia a costruire mulini a vento”

Concludo dicendovi che sono sicuramente di parte, ma francamente non vedo alternative alla mobilità elettrica per migliorare la situazione attuale e futura e se hai letto l’articolo sino a qui, penso che lo creda anche tu.

Voglio pensare che siamo saggi che costruiscono mulini a vento!

E’ inequivocabile che questo cambiamento però ci pone in una posizione diversa, sia come cittadini, ma soprattutto come utilizzatori ed è per questo che Fleetmatica, il mio mulino a vento!,  promuove soluzioni scientifiche per lo studio della tua mobilità per consigliarti il miglior veicolo elettrico per le tue esigenze o quelle della tua flotta e di gestione intelligente dell’autonomia del mezzo elettrico così da poter sempre gestire al meglio la relazione tra viaggi e autonomie.