8 motivi per cui NON comprare un veicolo elettrico e 8 buone ragioni per farlo!

 

Sono iscritto a (quasi) tutti i gruppi che si occupano di mobilità elettrica che sono stato in grado di trovare sia su Facebook che su altri social o in rete e spesso mi imbatto in articoli che NON promuovo l’introduzione di veicoli elettrici e, puntualmente, non resisto nel dire la mia e controbattere rispondendo con posizioni possibilmente oggettive ovvero supportate dai dati.

Non sempre è possibile perché la scelta di un auto, a prescindere dalla combustione, passa quasi sempre da valutazioni molto soggettive, per ciò chiedo venia anticipatamente se ho peccato nel proporre soluzioni personali.

Di seguito ho raccolto le motivazioni del NO più gettonate e le mie (personali) risposte:

  1. Essere un “early adopter” . Con questo termine si identificano le persone che per primi si affidano a tecnologia e strumenti innovativi. Francamente non ci vedo un lato positivo o negativo nell’essere un precursore nell’adozione di una “novità”, ma penso che sia più corretto parlare di mancanza di diffusione piuttosto che di utilizzo di nuove tecnologie. Nissan Leaf, Renault Zoe e, oramai, Tesla Model S non sono certo dei prototipi, la prima in particolare è un progetto del 2010…
  2. Dove mettere un punto di ricarica a casa per l’auto elettrica? La prima risposta che mi viene da dare è: perché tu il benzinaio ce l’hai nel garage di casa tua? In realtà si possono studiare diverse soluzioni qual’ora non si disponga di un garage o di area privata ove sia possibile installare una colonna di ricarica. Tolto quelle più “banali” come le colonne pubbliche, che tanto banali non sono; infatti quello che spesso le persone non sappiano e che l’installazione di una colonna pubblica si può anche richiedere ai fornitori di servizi energetici. Con questo non voglio dire che chiamando il servizio clienti potrete avere un punto di ricarica il giorno dopo, ma è reale la problematica dei fornitori di energia nell’identificare le aree che più si presteranno ad essere utilizzate dai proprietari di veicoli elettrici. Altre soluzioni possono essere parcheggi privati dove è certo che dovrete corrispondere un abbonamento mensile, ma se considerate il saving in termini di carburante risparmiato, avrete comunque un po’ più di soldi in tasca, oltre – cosa non da poco – a non aver contribuito ad inquinare!
  3. Ansia da autonomia. Ho già scritto un articolo sull’argomento, ma molto brevemente posso riassumerlo riportandoti uno studio dell’MIT che a seguito di un’analisi durata 4 anni, ha stabilito che quasi il 90% dei viaggi eseguiti oggi dagli automobilisti sono percorribili con un veicolo elettrico con un’autonomia dichiarata al di sotto dei 130km. A questo punto, tolta la “paura” di rimanere a piedi, prova a registrare gli spostamenti che esegui e ti renderai conto che probabilmente fai parte di quel 90%.
  4. I modelli di veicoli elettrici sono “particolari” e attirano l’attenzione. Prima di tutto penso che se tu decidi di far parte della rivoluzione elettrica, allora ami farlo sapere in giro, essere quindi visti alla guida di una BMW i3 o, ancora meglio, di una Tesla, non sia affatto una cosa negativa. Se invece volete mantenere “l’anonimato”, allora vi consiglio modelli come la Volkswagen Golf Elettrica o la Kia Soul che rappresentano il clone del corrispondente veicolo a combustione. A voi la scelta.
  5. Il tempo di ricarica in una casa resta molto alta, emergenza insostenibile . E’ vero che per ricaricare un veicolo elettrico a casa, o comunque con una colonna di ricarica a bassa potenza, servono dalle 4 alle 8 ore a seconda dei veicoli. Permettimi però una valutazione parallela: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances, a dormire più di tutti nel mondo sono gli olandesi (forse è per quello che hanno introdotto per primi i veicoli elettrici?!?), Gli italiani, con 7 ore 53 minuti in media, sono nella ‘top ten’ dei più dormiglioni, quindi mi verrebbe da dire che il problema – mediamente – non si pone. Perché al tuo risveglio, la tua auto elettrica sarà sicuramente carica! Premesso che anche sono in riserva con un veicolo termico, rimango a piedi, il mio consiglio è, in caso di emergenza, di chiamare l’ambulanza.
  6. Non ci sono le sovvenzioni pubbliche sono molto costosi , e in alcuni casi è difficile giustificare la spesa. Il costo di acquisto di un veicolo elettrico è più alto dell’equivalente veicolo a combustione e su questo è inutile fare troppi giri di parole. Ma considera che noi non “compriamo” l’auto punto e basta: la manuteniamo, la alimentiamo e la gestiamo. Ebbene dalla somma di tutti questi fattori otteniamo un valore che invece è in grado di far vacillare il rapporto tra i costi (totali) di gestione di un veicolo termico verso quello elettrico. Se poi uniamo incentivi e agevolazioni, bè allora non c’è storia…
  7. Alcuni modelli hanno dei problemi che i marchi – per mancanza di know how – non sanno come risolvere. Be’ su questo non mi dilungo molto. Non penso che sia un problema dei soli veicoli elettrici, testate focalizzate sull’automotive pubblicano tutti i mesi un elenco di richiami per i veicoli prodotti e ci sono una sfilza di testimonianze di utilizzatori che convivono con problemi al veicolo per anni. Quindi – ripeto – non è una problematica dei soli veicoli elettrici.
  8. Necessità di un secondo mezzo di trasporto . Per tutto ciò che è al di fuori di un raggio di 150 chilometri da casa è necessario trovare altri mezzi di trasporto: falso! In realtà molti veicoli attualmente in commercio hanno dichiarato un’autonomia di (addirittura) 400km. Sono realistici? Forse, ma solo in particolari condizioni di utilizzo che penso non sia possibile replicare nella vita di tutti i giorni. Ma – ripetendo in parte ciò che ho scritto al punto 3, quante volte all’anno percorri più di 150 chilometri? Se la macchina ti serve sporadicamente per tratte più lunghe allora potrai tranquillamente pensare a soluzioni alternative, ma potresti anche pianificare il viaggio considerando le aree (sempre di più) attrezzate alla ricarica veloce.

Fleetmatica può di fatto aiutarti proprio nel rispondere a questi quesiti, ovvero capire quali siano le tue abitudini e necessità relative ai tuoi spostamenti e – con la massima tranquillità – suggerirti le migliori opzioni disponibili.