5 step per introdurre veicoli elettrici nella tua flotta aziendale

Gli ultimi dati confermano il ruolo determinante delle flotte nel processo di elettrificazione. Un processo che tuttavia rimane molto delicato e che presuppone alla base una serie di valutazioni da fare e vari step da seguire. Vediamo insieme i 5 step per introdurre veicoli elettrici in una flotta aziendale.

1. Analisi della propria mobilità e del proprio parco veicoli

Innanzitutto è importante conoscere la mobilità della tua flotta: come, dove e quanto si muovono i tuoi veicoli, percorrenze medie ecc… Questi fattori sono fondamentali per costruire una flotta elettrica sulla base delle tue reali necessità di mobilità.

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L’analisi di Fleetmatica parte proprio da qui per comprendere il potenziale elettrificabile ma ancora prima per avere un resoconto sullo stato di salute della tua flotta, in modo da effettuare manovre volte ad eliminare eventuali sprechi e inefficienze del tuo parco auto.

Screen esemplificativi piattaforma di analisi Fleetmatica

2. Identificazione veicoli elettrici da introdurre

Il prossimo step, necessario per inserire veicoli elettrici in una flotta aziendale, consiste appunto nell’individuare i veicoli elettrici che meglio si sposano con la tua mobilità. Sarà importante conoscere i consumi, prestazioni ma soprattutto l’autonomia del veicolo.

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La nostra analisi viene effettuata su veicoli elettrici scelti dal cliente o, in alternativa, consigliamo l’auto più efficiente in relazione alla sua mobilità.

3. Progettazione e dimensionamento infrastruttura di ricarica

Questo è un altro passo cruciale. Decidere quante colonnine installare, di quanta potenza e dove posizionarle sono tutte scelte che vanno prese in modo ponderato per garantire la piena operatività ed efficienza della propria flotta. In questa fase non bisogna sottovalutare la tecnologia di ricarica dei veicoli stessi, che possono influenzare la scelta del tipo di infrastruttura da installare.

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Fleetmatica analizza le tue soste in modo qualitativo e quantitativo per aiutarti nella progettazione della tua infrastruttura di ricarica. Grazie alle nostre heat map siamo in grado di consigliarti dove posizionare correttamente le colonnine. Siamo integrati con le piattaforme dei principali brand di fornitura di energia.

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Analisi soste Fleetmatica

4. Valutazione dell’investimento e del risparmio carburante/co2

La principale motivazione che spinge le aziende a passare all’elettrico consiste nell’abbattimento delle emissioni di co2. Dunque è importante stimare quanta co2 effettivamente risparmieremmo.

Dal punto di vista economico, invece, è chiaramente opportuno stimare l’ammontare del progetto (dal costo dei veicoli fino a quello derivante dalla creazione dell’infrastruttura di ricarica) e calcolare il ritorno sull’investimento.

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In questo senso, la nostra piattaforma ti mostra in anticipo il risparmio annuo di carburante nel caso scegliessi di elettrificare i veicoli idonei alla transizione oltre che stimare il risparmio annuo di co2.

Screen esemplificativi saving co2/carburante piattaforma Fleetmatica

5. Gestione efficace dei nuovi veicoli elettrici

Per quanto riguarda la gestione di veicoli elettrici, è fondamentale dotarsi di una piattaforma di prenotazione e di pianificazione dei veicoli/viaggi. Quando parliamo di auto elettriche, la cosiddetta “Range anxiety” è sempre dietro l’angolo, dunque è bene non lasciarsi trovare impreparati e garantire ai propri dipendenti un viaggio tranquillo e senza sorprese.

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Con il nostro FleetManager, è possibile: prenotare il veicolo, utilizzare percorsi ottimizzati per la percorrenza elettrica e fare sempre affidamento sul veicolo più efficiente, oltre a conoscere il costo di ogni viaggio in anticipo.

Screen esemplificativo FleetManager di Fleetmatica

Dunque, la roadmap per l’introduzione di veicoli elettrici può essere riassunta in questi 5 punti:

  • Analisi della propria mobilità e del proprio parco veicoli
  • Identificazione veicoli elettrici che si vuole introdurre
  • Progettazione e dimensionamento infrastruttura di ricarica
  • Valutazione dell’investimento e del ritorno economico
  • Gestione efficace dei nuovi veicoli elettrici

Attualmente il passaggio, parziale o totale, da una flotta endotermica ad una elettrica, è sicuramente un investimento sensato che può portare enormi benefici sotto molti punti di vista (riduzione emissioni co2, brand reputation, risparmio economico di carburante, miglior comodità di guida). Tuttavia è un processo che non può essere improvvisato e che necessità alla base una solida organizzazione.

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Come avrai intuito, Fleetmatica si occupa proprio di aiutare imprese e Pubbliche Amministrazione ad introdurre veicoli elettrici nelle proprie flotte. Le nostre soluzioni sono pensate per accompagnarti in tutte le fasi di questo processo.

Per saperne di più visita il nostro sito e non esitare a contattarci!

Chi acquista un’auto elettrica – Lo studio

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Lo studio recente UNRAE analizza gli acquisti di BEV negli ultimi 8 mesi sotto diversi punti di vista. Grazie a questo è possibile tracciare “l’identikit” di chi acquista un’auto elettrica.

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Sono 6.453 le autovetture elettriche immatricolate in Italia nei primi 8 mesi del 2019, in crescita del 109% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, coprendo lo 0,5% del mercato totale.

Tale fenomeno interessa prevalentemente i privati – che rappresentano il 41,0% degli acquisti – e il noleggio a lungo termine (30,7% del totale). Nel periodo di analisi i diversi modelli immatricolati sono 26, in crescita rispetto ai 22 di un anno fa.

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Questi sono i principali dati emersi dallo studio di UNRAE in occasione della settimana della mobilità elettrica.

Vediamo nel dettaglio tutte le altre curiosità emerse dallo studio:

Per quanto riguarda i privati, ll 72,4% delle immatricolazioni di veicoli elettrici è realizzato da uomini, 13,2 punti percentuali in più rispetto ai valori di mercato su tutte le altre alimentazioni e la fascia di età più rappresentativa è quella da 46 a 55 anni, con il 32,8% di quota di mercato (+7,4 rispetto alla quota su tutte le altre alimentazioni).

Nonostante circa i 3/4 degli acquisti di autovetture elettriche si concentrano nel Nord del Paese, la città di Roma rimane al 1° posto per numero di immatricolazioni, pur riducendo la sua quota a meno della metà rispetto al 2018.

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Se guardiamo cosa i clienti hanno dato in permuta a fronte dell’acquisto di auto elettriche, nei 5 mesi di questo anno (periodo nel quale il dato è consolidato) il 45% dei veicoli permutati ha alimentazione diesel, in linea con le tendenze in atto; segue la benzina al 35% del totale.

Da segnalare anche un 10% di veicoli elettrici. Ciò è spiegato in parte con le offerte vantaggiose che le case automobilistiche rivolgono agli utilizzatori di BEV in occasione dell’uscita di nuove versioni del modello in uso.

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Emissioni di particolato – benzina e metano inquinano come il diesel

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Lo studio del politecnico di Bari pone l’attenzione sulle emissioni di particolato ultrafine, le quali risultano essere prodotte in egual misura da un motore benzina, metano e diesel.

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Il web è colmo di articoli, saggi e studi (attendibili o meno) sul differente impatto ambientale dei vari motori all’interno dei nostri veicoli. In questo sede ci concentreremo sulle emissioni di particolato ultrafine, ben più sottile e pericoloso di quello Pm10 e Pm2.5 derivante dall’utilizzo dei motori a combustione interna.

Ebbene, da questo punto di vista, i motori a benzina e metano inquinano quanto il bistrattato diesel.

Questo è ciò che emerge dall’attività scientifica di un gruppo di ricercatori del Politecnico di Bari, che ha partecipato a Capri ad un simposio di Sar-Na, una delle due sezioni Italiane della Sae International (l’associazione internazionale degli ingegneri dell’automotive) in collaborazione con la Clemson University e il Cnr di Napoli.

Ne ha parlato Riccardo Amirante, Professore ordinario di Macchine e Sistemi per l’Energia e l’Ambiente nel Politecnico barese, in un articolo del corriere di mezzogiorno:

«Il nostro gruppo di ricerca – chiarisce Amirante – ormai da qualche anno è impegnato nella comprensione dei meccanismi di formazione del particolato ultrafine (le cosiddette nanoparticelle).

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Nella fattispecie dai nostri studi sperimentali e numerici si evidenziano che anche motori che utilizzano combustibili quali benzina e metano producono quantità significative di tali particelle in ragione soprattutto del contributo derivante dall’olio di lubrificazione indispensabile per il corretto funzionamento del motore stesso.

Paradossalmente tali emissioni vengono rilasciate in maggiore quantità proprio nei percorsi con ricorrenti stop and go dei motori ad accensione per scintilla, quali ad esempio i percorsi urbani».

Per questo motivo gli studi stanno andando avanti per cercare di capire i meccanismi di formazione di questa tipologia di particolato, dato che le emissioni dei veicoli possono contribuire fino all’85% del numero di particelle che si ritrovano, sospese in atmosfera, proprio nelle città.

«L’attività di ricerca posta in essere mira a fornire gli strumenti di simulazione per i progettisti atti a riprodurre le dinamiche di formazione del particolato nei motori ad accensione comandata, con lo scopo di minimizzarne la loro formazione e la diffusione nell’ambiente»

L’obiettivo finale, ovviamente, è arrivare alla sostituzione dei motori a combustione con quelli elettrici.

«Appare dunque ragionevole – conclude il prof – ritenere che lo sforzo tecnologico posto in campo potrà e dovrà determinare a breve cambiamenti a step, che riguarderanno l’intera mobilità, con evidenze più notevoli proprio a partire dai segmenti della mobilità urbana (mobilità su due ruote con e-bike e citycar elettriche) già in corso di sperimentazione proprio nell’ambito di un progetto europeo dello stesso Politecnico di Bari».

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